Musica maestro!

Mattina di giugno. Caldo e un po’ di noia in vista. Forse. Nel grande cortile del Ministero dell’Istruzione un evento, dedicato a studio e pratica della musica nelle scuole italiane. Poco lo studio, ancor meno la pratica. Eppure le scuole partecipanti non sembrano un’eccezione, un miracolo. Studenti e docenti come  gli altri, ma con una connessione in più: la musica. Lei sì, i miracoli può farli. Orchestre, cori, solisti, gruppi musicali di elementari, medie e superiori, da Cosenza a Torino. Prime esecuzioni, poi il saluto di un testimonial, il Maestro Ennio Morricone. L’orchestra di un Istituto Comprensivo calabrese suona per lui: C’era una volta il West. Un’emozione per quei bambini eseguire un pezzo davanti al suo autore; una emozione anche per noi. Le note salgono pian piano lungo le mura del Palazzone austero, escono verso il cielo, ci salutano, si allontanano. Ma chi c’è con loro? Sì, sulle ali delle note western se ne sta andando il Preside sceriffo. Ops. E poi un gruppo musicale di liceali percussionisti; La danza delle spade, ritmo travolgente, note che si inerpicano nell’aria e si portano via un pacchetto di emendamenti parlamentari alla riforma scolastica, tanto cavillosi, da voler gettare il bambino con l’acqua sporca, presentati dall’opposizione: opposizione alla maggioranza o opposizione dentro la maggioranza? Non importa, tanto son volati via. E poi ecco ragazzi torinesi con un coro pucciniano che si libra nell’aria, portandosi via un GAE attempato, che da quindici anni fa un altro mestiere (tanto nella scuola è precariato) e non sa nemmeno se accettare l’immissione in ruolo. Ma quelle note pucciniane  ridiscendono soavi lungo le pareti del palazzone ministeriale, rientrano nel cortile e dolcissime portano con sé un abilitato TFA, giovane, carico, tanto motivato, ma tanto tanto disoccupato. Oplà. Lo depositano su una vecchia cattedra ammuffita. Ora un famoso pianista delizia tutti con un medley di pezzi lirici, jazz, pop. Un aumento per merito se ne va leggiadro su note verdiane, Basta un poco di zucchero  disneyano…  oplà, vola via un docente mentor, De André con Bocca di rosa trascina via un questionario Invalsi, Gershwin avvolge nel vortice melodioso della Rapsodia in blu i parametri Invalsi su cui misurare il POF utilizzando il RAV guardando al MEF sognando il FIS. Magia. Dalla tastiera del pianoforte si alzano note familiari, leggere, impalpabili, subliminali, care ad adulti e bambini: Cenerentola con i suoi Sogni son desideri. Chissà. Ma chi vedo lassù cavalcare sulle ali di un sogno lisztiano? Sì, sta rientrando nel cortile un preside, da solo senza aggettivi, e si va a sedere vicino alla violinista di sei anni dell’orchestra da camera napoletana. Mi guardo intorno, stordito, poi luce in quel cortile. La riconosco, è lei: la Scuola. Senza attributi, la scuola scuola, con i suoi studenti studenti, i suoi docenti docenti, i suoi presidi presidi. Grazie musica!


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