Raspberry Pi 2, un computer da 35$ in ogni aula

La nostra epoca è caratterizzata senz'altro da un prepotente avanzamento della tecnologia nella vita di ogni giorno. Tuttavia la crisi economica che ci opprime ormai da anni rischia di deviare il corso dello sviluppo tecnologico riservando a pochi i suoi frutti.
Lo stesso pericolo incombe sulle scuole italiane: l'innovazione tecnologica deve essere sia un mezzo per rendere l'apprendimento più efficace, sia materia di studio e/o approfondimento perché gli studenti restino al passo coi tempi.
Non è ammissibile che solo pochi eletti possano usufruire di strumenti all'avanguardia grazie a particolari condizioni di partenza, la scuola pubblica deve garantire a tutti le stesse possibilità: non si può pensare che i genitori debbano farsi carico di acquistare tablet per i figli, o che debbano pagare cifre astronomiche di contributo per permettere alla scuola di comprare le attrezzature necessarie, né si può fare affidamento sulla generosità di qualche privato benefattore; bisogna piuttosto ingegnarsi per evitare gli sprechi e per trovare soluzioni economiche ma efficaci, creative ed allo stesso tempo pragmatiche.
Un computer che costa soli 35$ può rispondere a tutte queste esigenze.

Raspberry Pi nasce nel 2006 all'Università di Cambridge da un'dea di Eben Upton, Rob Mullins, Jack Lang e Alan Mycroft, che si rendono conto che il prezzo dei computer sta diventando sempre più alto.

Decidono di creare un dispositivo economico che chiunque possa acquistare, per incentivare l'utilizzo dei computer soprattutto da parte dei più piccoli e nelle scuole, e per stimolare l'interesse alla programmazione nel grande pubblico.

Dal primo esemplare nel 2012 ad oggi sono stati venduti oltre due milioni di Raspberry Pi.
I maggiori utilizzatori di questo capolavoro delle dimensioni di un portafoglio sono i "makers" (i cosiddetti artigiani digitali), che lo usano come base per progetti di vario genere, da cornici digitali a
 sistemi di rilevamento dell’altitudine in palloni aerostatici, da centri multimediali a stazioni di controllo per case smart.
Un altro mercato che potrebbe trarre giovamento da un dispositivo così economico e dalle potenzialità così elevate è naturalmente quello dei paesi del terzo mondo, dove accedere a prodotti tecnologici può essere più difficile ma non meno utile che nel resto del pianeta.

Tuttavia, il pubblico a cui Raspberry Pi si rivolge è molto più ampio, infatti può essere tranquillamente utilizzato come un comune PC.

 

Basta alimentarlo tramite micro USB,
collegarlo a uno schermo tramite un cavo HDMI e installare un sistema operativo gratuito.

Uno degli scopi a cui gli stessi ideatori pensavano sin dall'inizio, come si è già detto, è quello di strumento didattico all'interno delle scuole.
Nel nostro Paese si auspica una digitalizzazione dell'istruzione, si impone l'uso del registro elettronico in tutti gli istituti, ma non si stanziano fondi a sufficienza.
Il Raspberry Pi potrebbe entrare in gioco in questo senso, laddove acquistare un computer per classe (quasi) solo perché i docenti possano usare il registro elettronico è una spesa insostenibile ed irragionevole, questo dispositivo può essere una soluzione interessante.
Mentre il PC portatile più economico disponibile su Amazon costa 212.75€ (http://goo.gl/wQNykY), per un Raspberry Pi basterà spendere 42.50€:

Anche dovendo acquistare monitor, tastiera, mouse ed antenna per il wifi, si possono risparmiare almeno 55.85€ , una cifra non indifferente, specie se moltiplicata per tutte le classi che necessitano di un computer.
Con questo dispositivo sarà possibile senz'altro navigare in internet a tutta la velocità che la connessione permette (quindi guardare video online, fare ricerche, accedere alle risorse online dei libri di testo...)
, ma anche -ad esempio- guardare film con una chiavetta USB, usare il programma preinstallato gratuitamente Mathematica (software avanzato di matematica)... e molto molto altro, quindi fare lezioni multimediali, magari sostituendo il monitor con un proiettore.
Se è vero che col sistema operativo Raspbian (quello raccomandato per i principianti) non è possibile usare ogni programma disponibile per PC, bisogna considerare due fattori di primaria importanza:

  • Il cloud: ormai è possibile utilizzare moltissimi dei programmi più comuni gratuitamente e legalmente online, ad esempio i programmi del pacchetto Office; è inoltre possibile archiviare i propri dati online, in cartelle virtuali come OneDrive di Micrsoft o Google Drive
  • Windows 10: Microsoft si è impegnata a produrre una versione gratuita del suo ultimo sistema operativo per gli sviluppatori che usano Raspberry Pi, che si andrà ad aggiungere a quelli basati su Linux, così che anche gli utenti non esperti possano usare un'interfaccia a loro familiare, con una gamma più ampia di programmi a disposizione.
 


Se monitor, tastiera e mouse di cui si dispone non sono collegabili rispettivamente tramite HDMI e USB basterà usare due adattatori (arriviamo a 52.25€):

Se non si dispone affatto di tastiera, mouse e monitor si arriva a 150.2€:

Se non si usa una rete via cavo ma wireless basterà acquistare un'apposita antenna WiFi USB (6.70€ http://goo.gl/Cp8jr1)

Le dimensioni minime, il costo bassissimo e le possibilità di utilizzo così ampie fanno del Raspberry Pi 2 un prodotto non solo per "smanettoni" e addetti ai lavori, ma veramente per tutti, in particolar modo per chi non vuole sprecare denaro per un prodotto di marca, ma può accontentarsi di uno perfettamente funzionante, e così dovrebbero fare le scuole: investire le loro (scarse) risorse economiche per ciò che riguarda più direttamente la didattica, piuttosto che per mettere un computer inutilmente costoso in ogni aula.


Video:


Di Giovanni Ficarra, studente di informatica all'università La Sapienza di Roma, webmaster di Deinòs.org.