Autoreferenzialità

Il 4 e 5 dicembre si è svolto a Roma un Convegno organizzato dall’INVALSI in occasione del “decennale delle Prove INVALSI”; convegno segnato dal silenzio assordante dei media esegnalato di fatto solo dal sito dell’INVALSI stesso e dal movimento “NO INVALSI”. Due giorni intensi, con relazioni politiche e relazioni tecniche, nonché interventi dalla sala.  Di spicco ovviamente le relazioni della mattinata iniziale, attraverso le quali è stato celebrato, ma anche ricostruito il cammino compiuto dall’Istituto nella definizione,  messa a punto e messa a regime dei test che hanno segnato il cammino delle scuole in questi ultimi anni: fra auspici e preoccupazioni, speranze e delusioni, input alla novità e proteste. Il tutto in un clima scolastico appassionato, ma non scontato.  Dalle relazioni è stato evidenziato un cammino, professionale e culturale, che ha portato l’INVALSI a migliorare – certamente sì -  la affidabilità dei test, man mano che questi andavano acquisendo un ruolo – strategico nelle intenzioni – per la valutazione del sistema scuola del nostro paese. Dalle relazioni, piuttosto imponentiper mole e sforzo di ricostruzione storica e politica, ma soprattutto per i tecnicismi, è emerso come la criticità grave che in questi anni ha condizionato e ridotto la condivisione ed il successo di questi test sia da individuare nelle resistenze delle scuole, frutto di una atavica tendenza alla autoreferenzialità.  Dalle relazioni stesse però non è parsa emergere la domanda di fondo sul perché, o meglio, sui perché di questo clima nelle scuole nei confronti dell’Istituto e dei test: un clima fatto di critiche, ragionamenti politico/culturali e professionali, analisi comparate con quanto sperimentato e vissuto in altri paesi, europei e non.  Qualche accenno, sì, nelle relazioni, ma niente di più;  sostanzialmente il tutto liquidato con la definizione “resistenze” e la identificazione di una autoreferenzialità, che certamente è difetto da cui la scuola in qualche misura non è immune.  Alla fine delle relazioni, una scoperta affascinante:  l’autoreferenzialità dell’INVALSI!       


Di Carlo Mari

Tutti i diritti riservati