La nostra scuola

Per noi Scuola vuol dire conoscenza che apre mondi
Vuol dire desiderio del viaggio
Per noi Scuola vuol dire libertà di pensiero e di parola
Vuol dire risposte che generano domande
Scuola è l’emozione del sapere

Per noi Scuola vuol dire e-ducere, accompagnare i giovani “per l’alto mare aperto” della complessità della vita
Vuol dire liberare il discente al pensiero autonomo e critico
Vuol dire non distinguere fra educazione e istruzione: non si dà percorso di istruzione che non modifichi la personalità del discente; e non si dà atto educativo che non si sostanzi di saperi
Per noi Scuola vuol dire educare alla cittadinanza, a un vissuto permeato di valori forti e non negoziabili:
          - il senso della libertà coniugato alla capacità di condividere e vivere le regole
          - il senso della solidarietà e della sollecitudine per l’Altro, nel rispetto dei ruoli (a cominciare dal ruolo
            del docente, del discente e del genitore) e nel riconoscimento del merito
          - il senso della legalità: esigere i diritti e rispettare i doveri
Scuola vuol dire imparare che io ha un senso solo nell’orizzonte del noi
Scuola vuol dire organizzazione strutturata che si pone come comunità educante viva, inclusiva e appassionante
Scuola vuol dire pluralità, confronto e opportunità per tutti: anche per chi rimane indietro
Scuola vuol dire uso consapevole delle tecnologie informatiche e filtro critico dei contenuti che veicolano
Scuola vuol dire mediazione e sintesi fra la socialità dei legami e la virtualità della connessione: fra Socrate e Steve Jobs
Scuola vuol dire trasmissione di un sapere finalizzato non alla costruzione di una testa “ben piena” ma di un testa “ben fatta”
Scuola vuol dire tracciare un sentiero segnato dall’impegno, dal metodo, dal rigore ma anche dal desiderio e dalla passione: una palestra dell’intelligenza che orienti le emozioni alla conoscenza
Scuola vuol dire patto generazionale fra docenti, genitori e alunni
Per noi Scuola vuol dire autonomia come valorizzazione delle differenze e non come divaricazione delle opportunità
Scuola vuol dire diritto allo studio come premessa al diritto all’apprendimento
Scuola vuol dire imparare ad imparare: anche per chi insegna
Scuola vuol dire libertà di insegnamento, che non è arbitrio o indottrinamento ma responsabilità, collegialità e professionalità di équipe
Per noi Scuola – nell’attuale scenario di chiasso e approssimazione, confusione e omologazione –   è affermazione della parola, che è metodo e libertà, regola e arte: capacità di chiedere e rendere ragione delle proprie e altrui idee
Scuola non è funzionalismo, ordinamento produttivo delle conoscenze; non è ipercognitivismo, prestazionismo, ricerca omologata e omologante della performance; Scuola è coltivazione della persona, del cittadino e del professionista/lavoratore come bene individuale e bene collettivo
Scuola non è riproduzione del pensiero dominante, suggestione del momento, consumo del presente; non è anestesia della maggioranza, abitudine reiterata; Scuola è curiositas e ricerca, capacità di costruire uno sguardo nuovo e vigile sul mondo, cura dell’eredità del passato che si proietta nelle sfide del futuro.

Questa è la nostra Scuola.  Ed è per questa Scuola, per promuoverla, coltivarla, tutelarla, discuterla e amarla, che nasce il nostro sito: nostro e di chiunque creda in questa Scuola, nella Scuola pubblica, nella Scuola che non serve (che non è serva) ma istruisce, forma, educa.
Una Scuola che sia solo al servizio dell’Uomo.