Noi, persone di scuola. E cittadini appassionati della cosa pubblica. Cittadini che credono nel confronto e nella politica, in senso alto ma anche nella sua declinazione partecipativa: che vuol dire mettersi in gioco, connettersi con il reale, non chiudersi asetticamente o moralisticamente. Che vuol dire calarsi nel dibattito, “sporcarsi le mani” nel discutere e nel non rifiutarsi allo scambio, alla contaminazione delle idee, delle opinioni, delle proposte.

Questo sito. Progetto che nasce da un percorso comune, in prima linea, dentro la scuola, militante e bellissima, che si misura tutti i giorni con la formazione dei giovani e con la professionalità articolata e complessa di chi con i giovani quotidianamente lavora.

Per anni, noi fondatori di questo sito, abbiamo lavorato insieme in una comune esperienza professionale, culturale e umana, presso lo stesso liceo; ci siamo confrontati, abbiamo discusso, anche confliggendo laddove differenti punti di osservazione e differenti funzioni inevitabilmente inducevano divergenze. Ma sempre con la percezione precisa di costruire qualcosa, di essere parte attiva di una comunità educante, di un percorso di ricerca, di testimonianza, di proposte e di modelli praticabili. Una ragion d’essere del proprio impegno professionale; una ragione di più per sentire come affascinante, gratificante e sempre nuovo il proprio lavoro. Un’abitudine alta, condivisa e convissuta con chiunque nella scuola avesse modo e ragione di esserci: docente, non docente, studente, genitore.

Il bisogno e il desiderio di discutere, di analizzare, di capire è rimasto, ben al di là dei percorsi professionali e di vita che ad un certo punto si sono diversificati.

Questo sito vuole in fondo essere un prolungare e ampliare il luogo scuola in un luogo più ampio, solo apparentemente virtuale, ma carico di umanità e di voglia di parola. La parola che apre mondi, che apre se stessi, e che connette con l’altro. Un sito di elaborazione e di dibattito: sulla scuola, sulla formazione, sulle professionalità, sui giovani; ma aperto a ciò che alla scuola sta intorno, di contesto, o a cui la scuola stessa fa da contesto. Senza gerarchie, ma con la convinta percezione del ruolo decisivo della scuola nella costruzione della polis.

Da qui le ragioni, molteplici, di un nome: connessione scuola. La scuola nell’epoca della rete, dei legami della virtualità ma anche dello scambio facilitato. La scuola che rivendica il primato della relazionalità interpersonale. La scuola che si connette con il “mondo”, si apre, lo ricerca, lo indaga. La scuola con cui il “mondo” si connette, la interroga, la stimola, la giudica, la ama, di una passione tipica, fatta di pulsioni e di respingimenti, di bisogno e di critica, di empatia e di conflitto.

E per queste ragioni, per quanto nelle nostre possibilità e forze, offriamo una opportunità in più di confronto, di analisi, di proposta, per chiunque nella scuola sia protagonista: operatore scolastico - di qualunque profilo professionale -, studente, genitore; per chiunque della scuola si occupi, per lavoro o scelta politica; per chiunque nella scuola creda o sulla scuola abbia semplicemente desiderio di esprimersi.