Liceo classico: tramonto o futuro?

Quale futuro per il liceo classico? Abbiamo rivolto alcune domande al Dirigente Scolastico del Liceo classico Manara di Roma, Fabio Foddai, che ringraziamo per la disponibilità.

Come sono andate le iscrizioni per il prossimo anno scolastico?

L’andamento di quest’anno è stato inferiore alle aspettative, ma in linea con la tradizione di questo liceo. Ci sono stati solo pochi iscritti in meno. Ci aspettavamo qualcosa in più, soprattutto per aver introdotto, dall’anno prossimo, la sperimentazione Cambridge.

 

E in generale a Roma come sono andate le iscrizioni?

Ho visto le notizie ufficiali sulle iscrizioni. A livello regionale il classico ha tenuto. Dalle mie informazioni personali so che non ci sono stati exploit neppure negli altri licei. In linea generale, tutti i licei hanno tenuto o hanno perso nelle nuove iscrizioni. Naturalmente stiamo parlando dei licei classici, non ho notizie degli altri.

 

E nel resto d’Italia?

Nel resto d’Italia c’è una tendenza, che ormai è storica, alla diminuzione delle iscrizioni. A livello regionale, nel Lazio, è stata creata un’unità apposita per la salvaguardia del liceo classico. Qualche giorno fa c’è stata una riunione a cui io stesso ho partecipato

 

E chi compone questa unità?  

Be’ è composta da docenti e dirigenti di licei classici, e funzionari del ministero. Lo scopo sarebbe quello di rivitalizzare il classico. Qualche giorno fa c’è stata una riunione ed è emerso, da più voci, che si potrebbe salvare la conoscenza del greco con lo studio e l’approfondimento del teatro antico, anche facendo leggere i testi in italiano. È chiaro che anche a livello ministeriale si stanno preoccupando di voler tutelare quella minima percentuale di nuovi iscritti alle superiori che sceglie di frequentare il liceo classico. Ci sarebbe da osservare che nella provincia di Roma e nella città stessa i licei classici sono troppi, ma non sono troppi gli studenti che li scelgono. Alcuni licei romani sono storici, e naturalmente al centro sono molti. E sono anche molto vicini nello spazio, nel senso che sono quasi tutti concentrati nel distretto centrale.  Quest’anno, tuttavia, sono stati costituiti i cosiddetti ambiti territoriali che vanno a sostituire i distretti. Il nostro ambito territoriale, ad esempio, è costituito dalle suole superiori Manara, Montale, Morgagni e Caffè. È un distretto piccolo per numero di studenti.

 

Qual è allora il futuro del liceo classico?

Secondo me è destinato a scomparire, se rimane così com’è.

 

Ma il curriculum così com’è è inadeguato?

Il curriculum è quello che fa chiamare questa scuola in questo modo.  Se si decide di cambiarlo diventa un’altra cosa. Il curriculum non è inadeguato, ma è la società che lo considera tale. Perciò si deve riconsiderare il curriculum.

 

Si potrebbe rinnovare il curriculum con qualcosa di nuovo?

Il classico potrebbe diventare un indirizzo specializzato all’interno di varie opzioni liceali. Finora il classico ha avuto l’ambizione di insegnare le lingue classiche ad una platea ampia. Potrebbe essere una sola opzione in un ambito di opzioni. Oggi il classicoè proprio al suo interno  che non raggiunge gli obiettivi che si pone. Gli studenti del classico solo in numero ridotto riescono a tradurre veramente testi dalla lingua originale greca e latina. Tuttavia è presente una contraddizione nei tempi più recenti. In questi giorni si stanno formando le commissioni giudicatrici per i concorsi a cattedra. In essi, per l’insegnamento del latino e del greco, tra le prove concorsuali è previsto che si preparino unità didattiche  che partano dai testi.  Questo fatto sembrerebbe in contraddizione con la tendenza generale, che punta ad una semplificazione dello studio del latino e del greco. Si tratterebbe così solo di una dimostrazione accademica. È poco verosimile che gli studenti imparino ancora a tradurre dal latino e dal greco. Si andrà nella direzione in cui non tutti potranno approfondire lo studio delle lingueclassiche. Le logiche del funzionamento della lingua e quelle linguistiche rimarranno lontane.

 

Dall’anno prossimo partirà anche al liceo Manara la sperimentazione Cambridge: come è stata accolta dalle famiglie?

È stata accolta in misura minore di quello che ci si aspettava. Nella nostra scuola l’anno scorso, quando si è deciso di attuare la sperimentazione, si era scelta una formula improntata alla serietà del curriculum, con il potenziamento delle materie scientifiche.  Essa sarebbe servita per migliorare gli esiti in vista delle future iscrizioni alle facoltà scientifiche. Ma questa scelta invece ha intimorito le famiglie. Il classico non è più la scuola dei migliori. Gli iscritti al classico non sono più la crema. Le famiglie non vogliono più questo. Tuttavia anche il fatto di non volere più una scuola impegnativa è sintomo di scarsa capacità di organizzazione. Studiare più materie, come è successo con la riforma Gelmini, significa che c’è una maggiore richiesta di impegno da parte degli insegnanti.
Dopo la riforma Gelmini sono state aggiunte ore di materie che prima non c’erano,  come scienze al biennio, o aumentate quelle di altre materie, come matematica al biennio e storia dell’arte al triennio. I ragazzi perdono tempo nella concentrazione. Perciò ormai non è più concepibile una scuola in cui la mattina si sta tra i banchi e di pomeriggio si studia. Inoltre già nell’offerta formativa ci sono molte attività extracurricolari pomeridiane, positive già di per sé. Esse costituiscono un arricchimento. Da questo punto di vista si sono fatti passi in avanti. 

 

Nel piano degli studi del liceo classico l’implementazione dell’uso dei mezzi informatici ha senso? O meglio, l’uso ad esempio della LIM facilita l’apprendimento delle lingue classiche?

Questa è una domanda con una vena di polemica sull’uso degli strumenti informatici. Non sono una panacea. Mi viene in mente il dialogo platonico del Fedro in cui Socrate racconta un mito in cui si parla dell’invenzione delle lettere dell’alfabeto e si dice che la scrittura è dannosa perché provoca l’oblio e distrugge la memoria. Ecco oggi assistiamo ad una situazione simile, in cui la novità è interpretata in maniere diverse. L’uso dei mezzi informatici dipende solo dalla fantasia e dalla creatività del docente. L’aspetto visivo per un ragazzo è importante. In matematica con gli strumenti attuali è più facile insegnare: si risparmia tempo e non si devono riempire a mano intere lavagne di numeri e formule. Anche altre discipline ne guadagnano, come ad esempio la storia dell’arte. Ci vorrà del tempo, ma le cose cambieranno. È vero che i ragazzi hanno imparato tutte le materie anche senza la LIM. Tuttavia essa serve anche ai docenti per ripensare a quello che insegnano.

 

Da un po’ di tempo si parla di cambiare agli Esami di Stato la seconda prova scritta per il liceo classico: cosa ne pensa?

Sono d’accordo nel cambiare la seconda prova agli Esami di Stato. L’esercizio di dover affrontare un testo nudo e crudo per tradurlo ormai non si fa più. Se vogliamo salvare una parte dello studio delle lingue classiche a livello liceale, dobbiamo rassegnarci a questo. Bisogna scendere a compromessi. 

 

Come si potrebbe cambiare allora la seconda prova?

Si dovrebbe tradurre di meno, si potrebbe presentare un passo contestualizzato con una parte di traduzione già fatta e una parte da riempire con un esercizio di completamento. Ci dovrebbero essere poi delle domande sul contesto dell’opera e dell’autore. Infine ci potrebbe essere un approfondimento sull’interpretazione.

 

Da ex docente di latino e greco, secondo lei, le lingue classiche hanno ancora un valore nella società attuale?

Lo studio delle lingue classiche è ancora imprescindibile. Non è in pericolo questo tipo di studio. Io mi auguro che esso continui. L’esercizio di traduzione è enigmistico ed è divertente. Io mi sono sempre divertito e mi auguro non tramonti.


Di Chiara Di Serio.

Il Prof. Fabio Foddai, dal 2013 Dirigente del Liceo classico Manara di Roma,  è stato Docente di Lettere classiche nei licei dal 1993.

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