Maker Faire Rome 2016: a farsi ispirare accorrono aziende e bambini

Una settimana fa, dal 16 al 18 ottobre, si è svolta la quarta edizione della Maker Faire Rome, l'edizione europea della manifestazione che mette in mostra le creazioni di piccoli e grandi innovatori, proiettando la città e il paese nel futuro per tre giorni.
Per sapere di più sulla fiera e sui maker potete consultare l'articolo dell'anno scorso, Maker Faire: dai droni alla didattica 3.0.

Quest'anno la fiera è stata ospitata dalla di Roma, dove in 100 mila metri quadri ha accolto oltre 110 mila persone, tra cui 25 mila studenti, che hanno potuto ammirare 700 invenzioni realizzate dai maker di 65 paesi.
Dunque numeri sempre più grandi per un evento che non è più di nicchia, riservato ai "nerd" e agli esperti del settore, ma dedicato ad appassionati di tutte le età, e quest'anno in modo particolare anche alle imprese, che fanno proprie le tecniche di produzione innovative che la Maker Faire ci ha insegnato a conoscere, come la stampa 3D e il taglio laser del legno, e quindi espongono i loro prodotti, oppure si fanno osservatrici, alla ricerca di talenti e nuove idee.
Anche pensando a questo Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, uno fra gli enti che sponsorizzano la fiera, ha detto "Maker Faire non è una semplice vetrina, ma l’occasione con cui tutti noi possiamo confrontarci con il dinamismo presente in un territorio ricco di talenti e di creatività." (http://www.makerfairerome.eu/it/ufficiale-oltre-110-mila-presenze/).
Arrivano sempre più progetti, sempre più interessanti e concreti: quest'anno il numero di stampanti 3D è un po' diminuito, facendo posto a ben due voliere per droni; molto diffuse anche le tecnologie per l'agricoltura e l'ambiente, dai giardini verticali hi-tech da mettere in casa ai robot per la sorveglianza dei campi; più ampio delle scorse edizioni anche il settore dedicato al cibo, a base di alghe o insetti, oppure personalizzato in base ai desideri del momento; e poi robot di tutti i tipi, dispositivi indossabili (i cosiddetti wereables) come smartwhatch od occhiali per la realtà aumentata, giochi, mezzi di trasporto innovativi e sostenibili, strumenti musicali di vario genere... e per finire la parte forse più pervasiva delle nuove tecnologie: l'internet of things, che porta i sistemi intelligenti e connessi all'interno dei dispositivi che usiamo ogni giorno, dallo specchio al forno alle lampadine.

 
 

Ad incentivare gli espositori e ad contribuire ad alzare il livello delle creazioni esposte, ci hanno pensato ben tre premi rivolti alle scuole, alle start-up e ai makers: una stampante 3D per il migliore progetto realizzato da una scuola, lo Start Up Contest da 75mila euro per il miglior progetto dedicato allo sviluppo di prodotti elettronici, e il R.O.M.E. Prize (Rome Outstanding Maker of Europe) da 100 mila € per il miglior progetto maker esposto alla Maker Faire Rome.
I premi sono andati rispettivamente all'ITIS Marconi di Campobasso per Robo Drum, un robot batterista, ad Aldo Daniele Dominici (dentista) e Niccolò Cerizza per GlareSmile, uno spazzolino con testina composta da tre spazzole rotanti, che promette di liberarti la bocca e i denti dalle carie in 10 secondi, e ai due ragazzi marchigiani Francesco Pezzuoli e Dario Corona per Talking Hands, un guanto capace di tradurre in parole il linguaggio dei segni. (http://www.makerfairerome.eu/it/talking-hands-vincitore-del-r-m-prize/)
La giuria di quest'ultimo premio, il R.O.M.E. Prize, alla sua prima edizione, era composta da Neil Gershenfeld (professore americano del MIT, e fondatore del CENTRE FOR BIT & ATOMS), Bruce Sterling (professore statunitense e famoso autore di fantascienza) e Simona Maschi cofondatrice e direttore dell’Istituto di Interaction Design di Copenaghen).

Una foto pubblicata da Romix (@romix_romix_) in data:

Il robot open source InMoov

Il primo dei tre giurati, Neil Gershenfeld, in quanto fondatore dei fablab, è stato anche ospite d'onore alla fiera, e a <<Repubblica>> ha detto: "Nei fablab crei la macchina per fabbricare le macchine. Anche una stampante 3d. Sono una finestra aperta sulla ricerca. La tecnologia che vedi qui alla Maker Faire è transitoria, il metodo invece no. Se ognuno di noi può fabbricare qualunque cosa, il futuro della manifattura e dell'industria cambia" (https://goo.gl/H7S36L). Non per niente proprio i fablab, con Arduino e le stampanti 3D, sono probabilmente fra le cose che meglio rappresentano lo spirito dei makers: non devono essere solo le grandi aziende a progettare e fabbricare gli oggetti di cui abbiamo bisogno, chiunque può disegnare pressoché qualsiasi cosa al computer e vedersela realizzare davanti agli occhi da una stampante 3D, che prende il modello digitale e lo trasforma in plastica tramite diverse tecniche, con ingombri e costi molto ridotti rispetto a quelli dei macchinari industriali. Tra gli esempi più significativi possiamo nominare InMoov, un robot open source che chiunque può stampare in 3D scaricando il materiale da internet, ed utilizzarlo ad esempio per la didattica (https://inmoov.fr/). Ma dove costruirlo, dal momento che non abbiamo (ancora, almeno) una stampante 3D in ogni casa? In un fablab, che ne è sicuramente dotato, insieme a tanti altri macchinari oltre che al personale disponibile ad aiutare chiunque a realizzare i suoi progetti. La regione Lazio e Roma makers, tra gli altri, stanno lavorando per portare un fablab in ogni scuola, per permettere agli studenti di avvicinarsi a queste nuove idee e tecnologie. Arduino, piccola ed economica scheda elettronicaopen source, da parte sua, permette di realizzare i dispositivi più disparati, grazie al microcontrollore, ai sensori che ci si possono collegare, alla semplicità del processo, e alla disponibilità di tutorial online; si va dall'istruzione, all'hobbistica, ad oggetti altamente tecnologici; solo per fare un esempio fra gli infiniti possibili, cito Square off, una scacchiera per gli scacchi che muove da sola i suoi pezzi, come in Harry Potter (https://goo.gl/lz9gCo).
Ed ecco rappresentati alcuni fra i principi dei makers: l'innovazione dal basso, alla portata di tutti, la collaborazione, anche grazie all'open source, che permette a più persone di lavorare a un progetto e migliorarlo insieme, e l'educazione del maggior numero possibile di persone, a partire dai bambini, grazie alla semplicità e alle guide disponibili gratuitamente online.

Una foto pubblicata da @lorenzolool in data:

Grant Imahara

Un altro ospite d'onore alla Maker Faire Rome è stato Grant Imahara, famoso per aver condotto il programma televisivo Mythbusters, in cui sfatava leggende metropolitane nei modi più fantasiosi, è un esperto di ingegneria, robotica, elettronica potenziata e radiocomando, ed ha collaborato alla realizzazione degli effetti speciali di vari film, da Star Wars a Matrix a Jurassic Park a Terminator (https://goo.gl/3ys5eo) ma è in veste di maker che è intervenuto alla fiera, infatti nell'azienda Mouser Electronics lavora al "Project Heroes", in cui vengono riprodotte fedelmente le armature dei più famosi supereroi Marvel (completi di superpoteri). A proposito della fiera ha detto "Quello che è grandioso di questo evento è che stimola la creatività. Ci sono un sacco di ragazzi appassionati dalla tecnologia con cui si ritrovano a confrontarsi" (https://goo.gl/qvLMyo).

 

Bambini ed educazione alla Maker Faire

Uno spazio enorme, di 8 mila metri quadri, è stato dedicato ai bambini e ai ragazzi, con attività di educazione alla scienza (come uno spazio per costruire razzi ad aria compressa e un telo di un tessuto particolare che rappresentava lo spazio-tempo, così come lo vedeva Einstein), al making (realizzazione di giochi, robottini...), e al coding (tramite strumenti o software semplici e divertenti, creati appositamente per loro).
Anche tra i progetti esposti diversi erano pensati proprio per i più piccoli, per farli divertire con giocattoli dei tipi più vari, dalle confezioni per costruire draghi di cartone, ai robottini che si muovono e reagiscono a diversi stimoli, alle lampade che cambiano colore e modalità in base alla posizione... per farli imparare, come Bare Conductive, l'inchiostro per disegnare circuiti elettrici, i blocchi per avvicinarli alla programmazione, una ricostruzione della macchina Enigma per introdurli alla crittografia, e tanto tanto altro, senza tralasciare l'ambiente dell'apprendimento per eccellenza: la scuola, che può essere dotata di fablab (laboratori per l'artigianato digitale, di cui abbiamo già parlato), come propongono tra gli altri Roma Maker (https://goo.gl/y3ud0n), col supporto del MIUR, e arricchita con arredamenti ideati appositamente per l'utilizzo delle nuove tecnologie.

Proprio alle scuole era dedicata la Call for Schools, il bando che invita le scuole a partecipare in prima linea alla Maker Faire, esponendo le creazioni degli studenti, a cui hanno aderito circa 56 scuole, che si sono unite alle università e agli altri maker per mostrare le proprie idee e le proprie invenzioni.

Qui sotto raccolgo alcune delle creazioni delle università:

Una foto pubblicata da Maker Faire Rome (@makerfairerome) in data:

Bambini provano la realtà virtuale

 

Una foto pubblicata da Bare Conductive (@bareconductive) in data:

Bare Conductive

Dunque, tantissimi spazi da visitare, laboratori a cui partecipare, creazioni da ammirare per i bambini, e decine di idee per i loro genitori ed educatori, per farli divertire avvicinandoli alle nuove tecnologie.
Per favorire la visita dei più piccoli a loro è stati dedicati la mattinata di venerdì, l'Educational Day, in cui gli studenti di ogni ordine e grado e i loro insegnanti potevano entrare gratuitamente, e l'enorme padiglione 6, tutto per loro per tutti e tre i giorni della fiera.
Ed evidentemente hanno davvero molto apprezzato, perché anche domenica invadevano tutti e 5 i padiglioni, facendo capannello attorno a molte attrazioni, che avremmo voluto vedere e provare anche noi più grandi (d'età ma non tanto di statura), dalla realtà aumentata ai sensori che riconoscono il movimento, dal robot che non sbaglia un canestro alla scacchiera Square Off...
Ecco alcuni dei progetti educativi che mi hanno colpito di più:

 
 

Anche quest'anno la Maker Faire Rome ha portato grandi novità, e ha diffuso tra oltre centodiecimila persone sia la speranza che ingegnandosi si possono costruire non solo nuovi oggetti ma anche nuovi lavori, sia i valori di condivisione e collaborazione dei makers, di cui potrebbero iniziare a farsi portatrici anche le aziende che partecipano sempre più numerose alla fiera.


La Maker Faire Rome in 2 minuti, raccontata dal canale Sgabuzen Homebrewing:

 

L'aspetto spiritoso della Maker Faire Rome



Di Giovanni Ficarra, studente di Informatica all'università La Sapienza di Roma.

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