Maker Faire: dai droni alla didattica 3.0

Dal 16 al 18 ottobre si è tenuta, presso la Città Universitaria della Sapienza, la terza edizione della Maker Faire Rome.

Di che stiamo parlando?

Maker Faire è il più importante spettacolo dell’innovazione al mondo – un evento family-friendly ricco di invenzioni, creatività e inventiva, e una celebrazione della cultura e del movimento #makers. È il luogo dove maker e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte.” (fonte).
I makers sono “appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani 2.0, insomma tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee.” (fonte).
La Maker Faire Rome è la più grande esposizione al mondo dopo le americane “Area Bay” e “New York”, quest'anno ha accolto oltre 600 stand e 700 creazioni, e più di 100.000 visitatori, superando tutti i record delle precedenti edizioni presso il Palazzo dei congressi e l'Auditorium Parco della musica. Oltre 15.000 gli studenti che hanno partecipato con le loro scuole alla giornata gratuita a loro dedicata.

Alla base del movimento maker c'è una concezione di futuro fondata sui concetti di:

  • condivisione del sapere e delle tecnologie, quindi molti degli oggetti esposti alla fiera sono open-source, ossia riproducibili gratuitamente a livello di hardware e/o di software;
  • riciclo e sostenibilità, infatti si possono trovare dispositivi per sfruttare le energie rinnovabili o che utilizzano materiale riciclato/riciclabile;
  • learn by doing (impara facendo) perché, citando Confucio “Se vedo dimentico, se ascolto ricordo, se faccio capisco”, applicato nei laboratori di programmazione e robotica dedicati anche ai più piccoli, oltre che nei vari dispositivi e giocattoli realizzati appositamente per l'apprendimento;
  • innovazione dal basso, per cui più che i grandi colossi come Google, Intel e Microsoft espongono piccoli artigiani digitali, che creano i loro prototipi in un garage o in un fablab (laboratori in cui la strumentazione è a disposizione di tutti), e che cercano di risolvere i problemi con le loro forze.

Secondo Riccardo Luna, co-direttore della fiera, nonché giornalista per Repubblica e fondatore, tra le altre cose, di Wired, l'origine del movimento risale a tre fatti:

  • nel 2001 al MIT di Boston il prof. Neil Gershenfeld fonda il primo FabLab, un laboratorio in cui chiunque, con le tecnologie a disposizione, può costruirsi quasi tutto;
  • nel 2005 all'università di Bath il pfor. Adrian Bowyer lancia il progetto open-source RepRap, una stampante 3D in grado di produrre i suoi stessi componenti, così chiunque poteva costruirsene una a basso costo;
  • sempre nel 2005, alla Scuola di Interaction Design di Ivrea il prof Massimo Banzi (l'altro cofondatore della fiera) co-inventa Arduino, una famiglia di microcontrollori open-source a basso costo e facili da usare.

Da quel momento chiunque, con pochissimi soldi e senza conoscenze tecniche specialistiche, potrà realizzare progetti di elettronica.” (fonte)

la One Love Machine Band di Kolja Kugler

la One Love Machine Band di Kolja Kugler

La fiera e l'educazione al futuro

Le invenzioni esposte alla fiera sono di tutti i tipi, dai giochi ai vestiti, dalle stampanti 3D ai droni, dai robot alle biciclette, senza tralasciare domotica, ambito medico, alimentare, ecosostenibile, musicale… Alcune hanno un'utilità pratica più immediata, come costruire abitazioni a basso costo o aiutare malati di SLA a comunicare e divenire più indipendenti, altre sono divertenti come la One Love Machine Band, formata da robot che attirano sempre spettatori di tutte le età, altre ancora sono bellissime, come le statue di cartone o le opere in legno realizzate con tecniche di fresatura innovative.
La mia preferita, un tavolo che suona quando viene toccato, cambia musica a seconda del punto in cui si posa la mano, e compone armonie diverse combinando i movimenti di più persone.

Walk-Man Humanoid, il robot intelligente antropomorfo che taglia il nastro d'inaugurazione

Walk-Man Humanoid, il robot intelligente antropomorfo che taglia il nastro d'inaugurazione

In tutto questo, un grande spazio è dedicato ai giovanissimi: per primi sul palco della conferenza d'apertura hanno parlato Valeria Cagnina, una blogger di 14 anni, e Cesare Cacitti, un maker di 16, presentati da Riccardo Luna.
I due ragazzi hanno condiviso la loro passione per il mondo digitale, e le loro speranze per un futuro in cui il progresso delle tecnologie rende possibile evitare le guerre.
Cesare racconta la sua esperienza con le stampanti 3D, Valeria ci parla della scuola che frequenta, il TAG di Milano, un campus di innovatori, una scuola su misura, in cui niente viene imposto dall'alto, tutto si decide insieme, studenti e mentori.
Quando poi le ho chiesto quali sono secondo lei le principali idee che studenti e insegnanti possono trarre dalla fiera e portare nella loro vita e nelle loro scuole, mi ha parlato di Mimmo Aprile e Paola Lisimberti, pionieri della didattica 3.0, in cui gli insegnanti, più che erogare informazioni, stimolano gli studenti all'apprendimento, avvalendosi della tecnologia come strumento imprescindibile per la vita di tutti i giorni, più che come materia di studio fine a se stessa. (Qui ← è possibile leggere il resto della piccola intervista che mi ha concesso)

Sullo stesso palco il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato che “Con il Kit Scuole 3D, offriremo alle scuole un vero e proprio pacchetto che, oltre a una stampante o scanner 3D, conterrà anche materiale di consumo per almeno un anno, il software di modellazione tridimensionale e, soprattutto, un ciclo formativo per studenti e docenti” (fonte).
Poi Josh Walden, vice-presidente di Intel, ha annunciato il rilascio di Genuino: “Un nuovo programma formativo per l’elettronica basato sul modulo Intel Curie e Arduino consente esperienze pratiche che sviluppano le competenze del XXI secolo degli studenti di oggi.”, “questi nuovi kit aiutano gli insegnanti a scendere sul piano pratico, con esperimenti mirati alla realizzazione di elettronica” alla portata di tutti (fonte).

ConnessioneScuola sull'invenzione dell'IIs Tito Sarrocchi di Siena

ConnessioneScuola sull'invenzione dell'IIs Tito Sarrocchi di Siena

Alle scuole è dedicato anche un intero padiglione: dopo una dura selezione 28 tra singoli studenti e istituti superiori hanno potuto esporre i loro prototipi alla fiera, portando alto il nome delle loro scuole. (per approfondire: articolo1, articolo2)
Ai più piccoli, oltre alla voliera dei droni, sono dedicati laboratori di coding, perché non è mai troppo presto per imparare a programmare, soprattutto se si fa in modo divertente e accattivante. (per approfondire)

 

Le critiche

Nonostante tutto ciò che la fiera offre per la città, per i visitatori che arrivano anche dall'estero, per chi espone le proprie creazioni... alcuni studenti della sapienza hanno manifestato contro il suo svolgimento, che avrebbe privatizzato la città universitaria impedendo per due giorni agli studenti di entrare gratuitamente (per loro il prezzo dei biglietti era di soli 4 euro, 2 il primo giorno), che avrebbe dato spazio alle multinazionali per farsi pubblicità (quando gli sponsor sono coloro che permettono alla fiera di esistere, e ai piccoli makers di esporre le loro creazioni), che avrebbe costretto professori e ricercatori a ferie forzate, colpa questa casomai da imputare agli organizzatori della Sapienza, e non della fiera. (per approfondire)
A queste accuse Luna risponde “Altro che progetto calato dall’alto al servizio delle grandi multinazionali: semmai è il contrario, sono le multinazionali a Roma che si mettono al servizio dei makers. Intel è migliorata da quando collabora con Arduino, Microsoft è tornata in pista da quando dialoga con le comunità open source, Google mostra il suo volto migliore quando si mette al servizio delle passioni scientifiche dei più giovani. Questa è la vera anima della Maker Faire di Roma.” (fonte).
L'impressione che si ha da queste critiche, che appaiono in gran parte poco fondate, è che siano state fatte da persone che della fiera sapevano poco e niente, pescando a piene mani dal vocabolario delle manifestazioni più o meno valide degli ultimi anni.

 

Come dice Banzi,
Con tutte queste informazioni accessibili gratuitamente, queste tecnologie che io posso costruire e comprendere per conto mio, realmente non ho bisogno del permesso di nessuno per fare delle cose grandi.” e chi meglio del padre di Arduino potrebbe riassumere in una frase l'essenza del movimento maker?
(fonte)
E, fanno presente Aprile e Lisimberti, “La scuola italiana deve imparare a volare alto e deve diventare il luogo dove si costruisce il futuro” (fonte).


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Siti utili:

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Maker faire e scuola:

La manifestazione:


Di Giovanni Ficarra, studente di informatica all'università La Sapienza di Roma, webmaster di Deinòs.org.

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